Bisceglie

Bisceglie

Bisceglie è un comune italiano di 54.866 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. Sorge sulla costa del basso Adriatico a 16 m sul livello del mare e dista circa 34,5 km da Bari. Tra le architetture religiose più importanti ricordiamo la chiesa di Santa Margherita, eretta nel 1197 nel borgo fuori dalle mura. Uno dei pochi esempi di romanico pugliese puro in Puglia, risulta immune da rifacimenti posteriori, per questo ha conservato intatta nei secoli la sua bellezza.

Costruita in blocchetti di pietra uniti da pochissima malta, ha pianta rettangolare con volta a botte e cupola centrale. La facciata a capanna molto lineare presenta un piccolo rosone centrale ed è decorata da archetti, che si ripetono anche sugli altri tre lati. Edificata fra il 1073 e il 1295, la Concattedrale di San Pietro Apostolo è una costruzione romanico-pugliese anche se la facciata è stata rimaneggiata con l'apertura di tre finestre in stile barocco. All'interno, ristrutturato nel Settecento, spiccano stalli intagliati del coro; all'interno si venerano le sacre reliquie dei tre santi protettori della città di Bisceglie: S. Mauro Vescovo, S. Sergio e S. Pantaleone. La Chiesa di Sant'Adoeno, edificata nel 1074, è la chiesa più antica di Bisceglie. Fu notevolmente rifatta nel corso dei secoli, di cui sono rimasti inalterati solo la facciata ed il rosone. L'unico elemento romanico rimasto è un prezioso fonte battesimale databile all'XI secolo con sei figure scolpite ad altorilievo. Notevoli luoghi di interesse sono i Casali sparsi nell'agro Biscegliese. Trattasi di piccoli agglomerati di costruzioni di epoca medievale, piccoli villaggi cinti da mura fortificate con annessa chiesa e cimitero. Durante l'impero romano cominciarono a formarsi sul territorio, ed in concomitanza ai centri urbani, piccoli insediamenti, i così detti Casali, costituiti da una grande casa fortificata e cinta di mura, da uno o più cortili in cui si svolgeva la vita quotidiana, ed in seguito con l'avvento del cristianesimo da una cappella e dal cimitero annesso.

Nove furono secondo la tradizione i casali della zona; GIANO, PACCIANO, SAGINA, ZAPPINO, GIRIGNANO, SALANDRO, S.STEFANO, S.ANDREA.

Costruiti in epoche diverse, furono facile preda dei saccheggi dei Saraceni e vennero definitavamente abbandonati verso la fine del XI secolo.

Interessanti sepolcri dell'età del bronzo, sorsero in Puglia, alcuni dei quali nell'agro di Bisceglie.

I Dolmen rientrano nella tipologia delle tombe dolmeniche a corridoio entro tumulo ellittico. Quelli presenti sul territorio di Bisceglie sono quattro: della Chianca, di Albarosa, di Frisari , dei Paladini.

Il Dolmen della Chianca, è il meglio conservato, ed è il più conosciuto tra i monumenti preistorici d'Italia, scoperto nel 1909 lo si raggiunge percorrendo la strada per Corato.

Esso consta di una cella quadrangolare con un altezza di 1,80 m., formata da tre lastroni in verticale a formare le pareti su poggia il lastrone più grande a formare il tetto.

Dei due lastroni laterali, quello di sinistra presenta due piccole aperture praticate per far colare il sangue delle vittime sacrificate all'interno della tomba, per alcuni, o secondo altri per dare la possibilità all'anima del defunto di entrare nel corpo esamine.

La cella continua con un corridoio all'esterno detto dromos, circondato da piccole lastre di pietra.

Nella cella si sono trovate ossa di animali bruciate, forse resti di un banchetto funebre , o resti di vittime sacrificate, oltre a stoviglie e vari scheletri umani. A poca distanza dal Dolmen della Chianca, sorge quello di Albarosa così detto dalla omonima località in cui si trova.

Si tratta di un tumulo dolmen cioè di una tomba posta sotto un cumulo di pietre , dove i primitivi usavano nascondere le tombe quando trasmigravano.Il dolmen conserva ancora parte del cumulo che lo ricopriva e che in origine era di forma ellittica, forma deformata dal recupero di pietre per la costruzione dei trulli.

Del dolmen che ha una lunghezza di 7 metri non restano che i lastroni che formano le pareti laterali con una altezza media di 1,80 metri, manca del lastrone di copertura.

Il dolmen Frisari, sito in contrada Lama d'aglio in un terreno in cui sorge la masseria Frisari, già nel 1909 , epoca di esplorazione degli altri dolmen, si presentava semidistrutto a causa del tempo e ma anche per mano dell'uomo.

Si presenta delimitato da tre lastroni appena affioranti privo di copertura.

Il Dolmen dei Paladini è il meglio conservato, si immagini che al tempo della sua scoperta erano in piedi ben quattro lastroni del dromos ed i tre della cella su cui poggia un enorme lastra di copertura della lunghezza di 3 m. Definita di interesse naturalistico nel Decreto Ministeriale n. 30 del 1º agosto 1985, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 06/02/1986 sono le grotte di Ripalta che rappresenta, a seguito della sua sostanziale integrità paesaggistica, un elemento morfologico e strutturale di grande importanza per la definizione olistica del paesaggio costiero e carsico pugliese. Il paesaggio vegetale, guardato nel suo insieme, è caratterizzato da campi agricoli: dominano l'olivo, il mandorlo, i vigneti con impianto a tendone e gli orti disalberati, segno evidente che la mano dei coltivatori ha contribuito non poco a trasformare il luogo, un tempo completamente ricoperto da vegetazione tipica delle zone umide e della macchia mediterranea.

In questa zona si possono ammirare diverse grotte naturali, alcune con accesso esclusivo via mare, altre situate sulla scogliera e parzialmente protette da grate.

Anche questo sito è particolarmente consigliato per trascorrere (soprattutto nei periodi fuoristagione) momenti di assoluto relax a contato con la natura.

A circa 7 Km dall'attuale Bisceglie, lungo il fianco sud della Lama di S. Croce, ci sono numerose grotte fra cui quella detta di S. Croce con una apertura di 12 m. di larghezza e 11 m. di altezza.

Questa grotta offre un quadro completo del Paleolitico medio, qui sono stati rinvenuti cocci di ceramica, oggetti di vita quotidiana, armi, vasellame, nonché resti di animali di specie estinte, almeno dalle nostri parti, come il leone delle caverne, l'orso cavernicolo, rinoceronte, iene.

Inoltre in un'altra grotta sono state rinvenute delle croci disegnate, attribuibili ai primi cristiani o a monaci bizantini. Nella grotta sono state rinvenute altresì concrezioni e stalattiti e reperti risalenti all'industria litica musteriana: 2.200 punte, raschiatoi e schegge.

La cucina biscegliese è in perfetto equilibrio tra terra e mare: orecchiette con le cime di rapa, minestra di fave e cicorie, zuppe di pesce con canocchie, pasta in genere condita con sughi a base di verdure oppure con frutti di mare, ragù di maiale o di carne di cavallo. Per iniziare un pasto in modo tipico non possono mancare sulla tavola taralli e olive, friselle condite con olio, pomodori freschi e origano; per quanto riguarda le prelibatezze marinare alici marinate, ricci, piccoli polpi e seppioline crude condite con limone e olio e cozze crude oppure cotte. Tipico del periodo natalizio sono il "calzone", una focaccia ripiena di sponsali, pomodoro, olive nere e anche baccalà fritto, e l'agnello con patate e carciofi; tipici del periodo pasquale sono invece i cardi con brodo di manzo. Nella cucina biscegliese non possono mancare le mozzarelle, le burrate e il caciocavallo; tipici dolci biscegliesi sono le "cartellate" (preparate nel periodo natalizio) e la "colva" preparata il giorno dei Morti (di origine araba, è grano bollito condito con abbondante vin cotto, mandorle tritate, pezzi di noce, pezzetti di cioccolato, chicci di melograno). Tra l'altro la città è ben nota per la coltura della ciliegia, uno dei prodotti più tipici della produzione locale.

Ma il più famoso dolce tipico di Bisceglie è il "sospiro". Pare che la ricetta si tramandi dal lontano XV secolo; le Clarisse producevano e sfornavano i cosiddetti "sospiretti delle monache", realizzati con pan di Spagna farcito con crema e il tutto ricoperto da una glassa di colore rosa.

Fino agli anni Sessanta del secolo scorso l'economia biscegliese si basava esclusivamente sull'agricoltura, settore in cui lavorava la maggior parte della popolazione attiva. Successivamente c'è stata un'inversione di tendenza verso il settore terziario e verso attività di tipo industriale con la creazione di aziende manifatturiere. Oggi, nonostante la progressiva evoluzione di tali settori produttivi, l'agricoltura resta un'attività di fondamentale importanza, che alimenta un fiorente commercio di esportazione in Italia e all'estero. Tra i prodotti agricoli locali, il primo posto spetta all'uva da tavola. Bisceglie è stata per molti anni la culla dell'uva Baresana, affiancata poi dalle varietà Regina e Cardinale. Altra importante ricchezza locale sono le olive , da cui si ricava un eccellente olio, che fino al 1860 detenne il primato tra gli oli pugliesi, successivamento soppiantato dall'olio di Corato. Notevole è la produzione delle gustose ciliegie Tosta, adoperate anche nell'industria conserviera, e delle mandorle, rinomate per gusto, grossezza e forma. L'attività industriale è nel complesso legata all'agricoltura. La più antica è l' industria molitoria dell'olio, un tempo particolarmente fiorente.

L'industria vinicola conta qualche stabilimento attrezzato, che cura l'imbottigliamento e l'esportazione dei vini nostrani. Essa fece i primi passi con la ditta austriaca Marstaller e Hausmann.

L' industria ittica, in ripresa nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale, dopo che era stata stroncata la pesca di frodo e modernizzata l'attrezzatura delle barche (installazione di motori, reti di nylon, lampare), è oggi in netto calo rispetto agli anni precedenti. La produzione annua del pescato (sarde, sgombri, alici, merluzzi) si aggira oggi intorno ai 60.000 kg in media. Si esporta pesce nei paesi dell'entroterra, nel Foggiano e in Lucania.

Ma la maggiore novità del settore è costituita dal recentissimo exploit dell'industria marmifera, che ha visto sorgere in pochi anni sette grosse imprese, che già assorbono molta manodopera locale e hanno tolto alle ditte tranesi il monopolio della lavorazione della pietra in provincia.

Sono fiorenti le attività commerciali e turistiche, soprattutto il mare e le spiagge di Bisceglie sono parecchio ricercate, anche dagli abitanti di cittadine limitrofe.

L'acqua estremamente limpida, la pulizie delle spiagge e il buon livello infrastrutturale della costa ha permesso alla città di sfoggiare nel 2001 la "Bandiera Blu" 2001, assegnata in Puglia solo a 9 località.

Lo sviluppo della costa, soprattutto di quella a nord del porto, ha trasformato il lungomare in un buon posto di ritrovo giovanile, trasformando il mare in una location esclusiva non solo durante il giorno e durante il periodo estivo.

 

L M M G V S D
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031
<<
Agosto 2017
>>
Provincia di Barletta Andria Trani Provincia di Bari Comune di Molfetta Comune di Bisceglie Comune di Giovinazzo Federpesca ANCI Puglia Confcooperative Lega Pesca AGCI Agrital Coldiretti ImpresaPesca
Osservatorio Nazionale della Pesca UNCI Pesca Consorzio Mercato Ittico Molfetta UILA Pesca Società Porto Molfetta Consorzio Cantieri Navali Molfetta Associazione "Le nuove banchine" Molfetta Sindacato Ialiano Balneari Centro Velico Giovinazzo A.S.D. Consorzio di Bisceglie per la tutela e la valorizzazione della filiera ittica Bisceglie Approdi Centro Studi Biscegliese

080.2146387

gacterredimare@libero.it

GAC Terre di Mare S.c.a.r.l.
Via San Domenico 36
70056 MOLFETTA (BA)

P.I. 07230180726
© Copyright 2014

xhtml - css

artemedia.it