Giovinazzo

Giovinazzo

Giovinazzo è un comune italiano di 20.643 abitanti della provincia di Bari, in Puglia.

Disteso su una penisoletta, circondato da un azzurro mare: così si presenta al visitatore il centro storico di Giovinazzo, con le possenti mura, la Cattedrale del XII sec. di stile romanico-pugliese, gli antichi palazzi.

Tanto sole, mare e la verde campagna con il dolmen, le chiese, i casali, le torri ed i secolari ulivi.

Particolarmente affascinante è il centro storico di Giovinazzo nel quale si può ammirare Piazza Umberto I, l’antica piazza del Governatore, situata a destra del Palazzo di Città.

L' Arco Traiano, situato nei pressi di una delle antiche porte di accesso a Giovinazzo (è così chiamato perchè ingloba quattro colonne miliari della variante marina della vecchia Via Traiana che da Roma conduceva sino a Brindisi), L'"Arco di Traiano", dall'imperatore che avrebbe fatto rinforzare la cinta difensiva della città, è una delle antiche porte del borgo: ha due archi ogivali su capitelli retti da quattro colonne miliari della via traiana.

La chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Giovinazzo e concattedrale della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. La Chiesa, voluta dalla principessa Costanza d’Altavilla sul finire del XII secolo, fu completata verso la fine del secolo successivo. Parzialmente rifatta nel 1747, ha perduto molto dell’antico splendore. Solo la cripta conserva intatta la struttura originale. Nell’interno la chiesa conserva un grande crocifisso ligneo del XIV sec., una croce reliquiaria, oggetti vari di grande pregio, mosaici, dipinti ed affreschi di notevole interesse, nonchè una icona bizantina della Madonna di Corsignano (che nell’agosto del 1388 fu solennemente proclamata Patrona della Città) custodita in una preziosa edicola d'argento vecchio con incrostazioni d'oro e policromata di smalti e nielli realizzata nel 1897 su disegni dell'architetto Bernich.

Tra le altre chiese ricordiamo la chiesa dello Spirito Santo, interessante esempio tardo (1385-95) degli edifici sacri a due cupolette in asse. Caratteristico, infatti, è il sistema di copertura: le calotte interne sono racchiuse in tamburi coperti da strutture piramidali, una a base ottagonale, le altre a base quadrata. Sono state realizzate alla maniera dei trulli con il sistema a lastre di pietra sovrapposte detto "a chiancarelle".; ha, inoltre, un portale ogivale sormontato da baldacchino; all'interno tavola bizantineggiante con la Madonna del Mutuo Soccorso attribuita a Angelo Bizamano (inizi del Cinquecento); la chiesa Santa Maria di Costantinopoli (o di San Rocco), edificata nel 1528 sul suolo ove prima era l'antico Seggio dei Nobili. La chiesa presenta un bel rosone, nonché in basso, in una ampia nicchia, la mastodontica statua di S. Cristoforo, opera dello scultore giovinazzese Antonio Altieri; la chiesa di Santa Maria degli Angeli, costruita alla fine del XVII secolo, con interessanti dipinti all'interno, mentre all'esterno presenta, oltre al portale con un timpano circolare, un'ampia ed elegante finestra a ventaglio e un campanile quadrangolare

Continuando a visitare Giovinazzo troviamo il Dolmen di S. Silvestro, tomba collettiva a galleria, casualmente scoperta nel 1961, databile tra il 1800 – 1600 a.C.; la Fontana Monumentale costruita nel 1933 da Tommaso Piscitelli; l’Istituto Vittorio Emanuele II sede del convento dei padri Domenicani che soppresso nel 1809, divenne il "Regio Ospizio Ferdinando I". Nel 1819 divenne parte integrante dell’Istituto la Chiesa San Domenico, in stile neo-classico. Conserva tele dei De Musso, un fonte battesimale, e la "Pala di San Felice in cattedra" del 1500, opera di Lotto; Casina della Principessa, villa del ‘600 che s’innalza su tre piani. Il complesso era un’antica dimora della famiglia di Nicolò Giudice che lo fece costruire. Nel giardino retrostante sono presenti una piccola fontana ed una garitta, mentre nella parte antistante è visibile la pista ovale che consentiva il transito delle carrozze; Casino Montedoro, masseria costruita su tre piani. Al piano terra è presente una cappella; Casina Bellacosa, masseria del ‘600 costituita da più costruzioni e da una cappella. Presenta un atrio al centro e tre stemmi, al suo interno, appartenenti probabilmente alla famiglia “Bellacosa”. La cappella è fornita di un altare settecentesco in pietra locale, di un pregevole dipinto e di un crocifisso ligneo; Casina Gianmorula, complesso abitativo che si presenta come un gruppo di costruzioni di cui una con il primo piano. Fu costruito sul finire del XVII secolo dal nobile Giovanni Morula, in seguito fu venduto alla famiglia Fenicia. Negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso si radunavano i Carbonari ed oggi il complesso è noto perchè, fino a qualche tempo fa, costituiva il punto di partenza del corteo storico; Casino Zurlo, antico complesso appartenente in passato alla nobile famiglia Zurlo, costruito su due piani. È costituito da casa nobiliare, grosso ambiente adibito a trappeto o stalla e comprende una cappella di cui è visibile un artistico campanile; Casino Pedestone complesso abitativo ottocentesco a due piani con annessa cappella ed ampio giardino, ornato da statue e da un campanile; Torre Don Paolo, torre a piano terra, avente base rettangolare; Torre del Sagristo, torre a pianterreno composta da più ambienti. Sul lato frontale una lapide ricorda il nome della località; Torre Barbolla, torre costruita su due piani nel 1866 ed adibita a abitazione rurale; Torre Memoragia, torre a base rettangolare costruita su due piani con alcuni pozzi sul retro; Torre Rufolo, fu edificata tra il XIII secolo ed il XIV secolo e fu per molti anni la dimora dei Rufolo di Ravello. Nel 1529, il principe Caracciolo operò la distruzione della torre. Furono salvati solo gli immensi locali a pianterreno ed una cappella affrescata con le figure di S. Girolamo, S. Nicola e S. Leonardo; Torre Bonvino, torre costruita su due piani e su un lato è presente un’iscrizione commemorativa della sua costruzione con data 1718 ed il nome del costruttore, cioè Rodrigo Bonvino, ricco agrimensore di Giovinazzo. Torre Don Ciccio, edificio del ‘600, composto da un leggiadro porticato cinquecentesco. Il complesso è formato da una torre ad un piano e da una cappella. La chiesa adiacente alla torre è dedicata all’Annunziata; Villa San Martino, complesso abitativo con annessi chiesa e torre con colombaia. L’edificio è ad un piano con più ambienti. Sulla chiesa c’è un campanile, mentre su un lato del complesso è presente una vedetta.

Nel porticciolo pittoresco come una bomboniera su cui erge il bastione chiamato affettuosamente “U tammurre”, barche e pescherecci si dondolano. È possibile trovare all’imbrunire i pescatori che tornano e scaricano cassette di pesce azzurro. La cucina tipica di Giovinazzo è una cucina genuina basata su prodotti locali ed in particolare sull'olio di oliva.

Tra i primi piatti vi sono i cavatelli e le orecchiette con ragù, maccheroni al forno, pasta e cime (cavolo verde) e orecchiette con cime di rapa.

Un piatto tipico è un'antica pietanza contadina: favetta e cicorie (purea di fave accompagnate da cicorie lesse).

Molto caratteristici sono le focacce, i panzerotti e le pizze rustiche : la più tradizionale di queste è quella con cipolle, acciughe.

I mitili e i frutti di mare occupano un posto di privilegio sulla tavola.

Le cozze ad esempio, vengono usate come antipasto (crude), come primo (spaghetti al sugo di cozze oppure timballo di riso, patate e cozze) e come secondo (cozze gratinate al forno.

I dolci tipici sono le pettole e le cartellate (natalizi), i mostacciuoli (dolci di mandorla), i sassanelli (o dolci dei morti, tipici di novembre).

Il territorio livellato e il clima mediterraneo favoriscono il settore primario dell’economia italiana. Le campagne sono ricche di fichi, fioroni e mandorli, ma il fiore all’occhiello della cittadina sono gli ulivi, infatti, il cartello di benvenuto al paese reca la dicitura “Giovinazzo città dell’olio”. Tale pregiato prodotto viene lavorato nei frantoi locali, imbottigliato e venduto a privati, nonché esportato. Anche le mandorle ed i fioroni sono prodotti d’esportazione.

Tantissimi sono coloro che possiedono il proprio pezzo di terra e lo coltivano per il fabbisogno personale o anche solo per amore verso la terra. In questi piccoli appezzamenti si coltiva di tutto: melanzane, peperoni, zucchine, cipolle, rape, patate, pomodori, insalata, ma anche alberi da frutto come limoni, peschi, ciliegi e pere.

Inoltre, sul territorio sono presenti numerose attività artigianali: lavoratori di sartoria e di ricamo, lavorazione di metalli per infissi, falegnamerie, produzioni di latticini e pasta fresca e prodotti di pasticceria e gelateria che richiamano avventori dei paesi vicini e dalla stessa città di Bari. Al servizio dei clienti negozi d’ogni genere come supermercati e discount, mentre sono numerosissimi i pub, le pizzerie e i ristoranti.

L M M G V S D
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031
<<
Ottobre 2017
>>
Provincia di Barletta Andria Trani Provincia di Bari Comune di Molfetta Comune di Bisceglie Comune di Giovinazzo Federpesca ANCI Puglia Confcooperative Lega Pesca AGCI Agrital Coldiretti ImpresaPesca
Osservatorio Nazionale della Pesca UNCI Pesca Consorzio Mercato Ittico Molfetta UILA Pesca Società Porto Molfetta Consorzio Cantieri Navali Molfetta Associazione "Le nuove banchine" Molfetta Sindacato Ialiano Balneari Centro Velico Giovinazzo A.S.D. Consorzio di Bisceglie per la tutela e la valorizzazione della filiera ittica Bisceglie Approdi Centro Studi Biscegliese

080.2146387

gacterredimare@libero.it

GAC Terre di Mare S.c.a.r.l.
Via San Domenico 36
70056 MOLFETTA (BA)

P.I. 07230180726
© Copyright 2014

xhtml - css

artemedia.it